Davanti a se c'era un bel giovane sorridente, stavano tornando dal villaggio. Percorrevano insieme un sentiero battuto che li portava alla loro casa, lei lo prendeva in giro, lui gli corse dietro e la cinse con le mani, tutti e due ridevano, il giovane la portò vicino a sé, la guardò negli occhi, e gli dette un dolce bacio. Lei chiuse gli occhi e si lasciò andare fra le sue braccia, amava quell'uomo, era suo marito.
Quando li riaprì vide una scena terrificante, lui era a terra morto in una pozza di sangue, aveva la testa fracassata e un bimbo morto tra le sue braccia. un impeto di disperazione la assalì, perché sapeva che quello era suo figlio.
Una serie di immagini percorsero velocemente la sua mente:
Vedeva una pedana circolare con diversi cerchi concentrici bordati di rune da cui al centro fuoriusciva una colonna di luce blu; un drago rosso intento ad attaccare lei ed i tuoi compagni, un cono di fuoco fuoriuscì dalla sua bocca, lei riuscì a schivarla ma prese in pieno il resto del suo gruppo; uno strano frutto bianco nella sua mano; una grotta piena di lava dove centinaia di nani erano concentrati a forgiare qualcosa sopra enormi incudini neri; il busto di una donna con squame e occhi da serpente che rideva come una pazza; una enorme fortificazione a perdita d'occhio di una immensa città in rovina ed infine uno strano animale simile ad un coccodrillo con 6 zampe che le correva incontro, quando fu a pochi passi aprì le fauci e le alitò addosso qualcosa. Si sentì bruciare e vide che piano piano si stava pietrificando.
Lanciò un grido.
Si svegliò di soprassalto che ancora gridava. Era buio, sopra di lei tre ombre la stanno tenendo, le stavano dicendo qualcosa che lei non capì. In preda al panico, gridò più forte e si dimenò come una forsennata in preda a crisi di isterismo.
"Calmati Crystall! E' tutto finito! E' stato un brutto sogno! Calmati ti prego!"
Dopo qualche attimo si rese conto che i tre individui erano i suoi compagni, cercavano di tranquillizzarla. Quando riprese un po' di lucidità, scoppiò a piangere, passò qualche minuto prima che riuscisse a dire qualche parola. Intervallato dai singhiozzi del pianto, tentò di spiegare l'incubo. Finito il racconto, osservò i suoi compagni, c'era sgomento nei loro volti , perché quegli eventi, in qualche modo, erano familiari.
Arrivò il mattino, nessuno era più riuscito a dormire quella notte, volevano arrivare in città il prima possibile per trovare risposte riguardo alle loro identità. L'elfo, per ricambiare l'ospitalità, lasciò 5 monete d'oro dentro il fienile per ringraziarli, presi dall'unica proprietà in loro possesso: il sacchetto dei misteriosi individui. Sperava che non li trovassero prima che fossero partiti, non avrebbero potuto dare spiegazioni su come avessero quel denaro.
Consumata la colazione, sempre offerta dai gentili contadini, si prepararono per la partenza. Nel pomeriggio erano ormai giunti nelle vicinanze della cittadina. Era circondata da grandi mura, l'immenso territorio coltivato rivelava la natura del tipo di commercio. Incerti sul da farsi si avvicinarono nella speranza che laggiù qualcuno li avrebbe aiutati.
Quando li riaprì vide una scena terrificante, lui era a terra morto in una pozza di sangue, aveva la testa fracassata e un bimbo morto tra le sue braccia. un impeto di disperazione la assalì, perché sapeva che quello era suo figlio.
Una serie di immagini percorsero velocemente la sua mente:
Vedeva una pedana circolare con diversi cerchi concentrici bordati di rune da cui al centro fuoriusciva una colonna di luce blu; un drago rosso intento ad attaccare lei ed i tuoi compagni, un cono di fuoco fuoriuscì dalla sua bocca, lei riuscì a schivarla ma prese in pieno il resto del suo gruppo; uno strano frutto bianco nella sua mano; una grotta piena di lava dove centinaia di nani erano concentrati a forgiare qualcosa sopra enormi incudini neri; il busto di una donna con squame e occhi da serpente che rideva come una pazza; una enorme fortificazione a perdita d'occhio di una immensa città in rovina ed infine uno strano animale simile ad un coccodrillo con 6 zampe che le correva incontro, quando fu a pochi passi aprì le fauci e le alitò addosso qualcosa. Si sentì bruciare e vide che piano piano si stava pietrificando.
Lanciò un grido.
Si svegliò di soprassalto che ancora gridava. Era buio, sopra di lei tre ombre la stanno tenendo, le stavano dicendo qualcosa che lei non capì. In preda al panico, gridò più forte e si dimenò come una forsennata in preda a crisi di isterismo.
"Calmati Crystall! E' tutto finito! E' stato un brutto sogno! Calmati ti prego!"
Dopo qualche attimo si rese conto che i tre individui erano i suoi compagni, cercavano di tranquillizzarla. Quando riprese un po' di lucidità, scoppiò a piangere, passò qualche minuto prima che riuscisse a dire qualche parola. Intervallato dai singhiozzi del pianto, tentò di spiegare l'incubo. Finito il racconto, osservò i suoi compagni, c'era sgomento nei loro volti , perché quegli eventi, in qualche modo, erano familiari.
Arrivò il mattino, nessuno era più riuscito a dormire quella notte, volevano arrivare in città il prima possibile per trovare risposte riguardo alle loro identità. L'elfo, per ricambiare l'ospitalità, lasciò 5 monete d'oro dentro il fienile per ringraziarli, presi dall'unica proprietà in loro possesso: il sacchetto dei misteriosi individui. Sperava che non li trovassero prima che fossero partiti, non avrebbero potuto dare spiegazioni su come avessero quel denaro.
Consumata la colazione, sempre offerta dai gentili contadini, si prepararono per la partenza. Nel pomeriggio erano ormai giunti nelle vicinanze della cittadina. Era circondata da grandi mura, l'immenso territorio coltivato rivelava la natura del tipo di commercio. Incerti sul da farsi si avvicinarono nella speranza che laggiù qualcuno li avrebbe aiutati.
2 commenti:
Modifica testo, Ver. 1.0.2
- Modificato spaziatura riga
- Modifica in stile italico delle parole dette dai personaggi
- Correzione alcuni errori
- Correzione punteggiatura
Ver. 1.0.4
- Correzione errori grammaticali
- Correzione punteggiatura
- Correzione ripetizioni
- Modificato giustificazione
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