Quel mattino fu nuvoloso, il sole si levò stancamente, l'umore generale degli ospiti nella locanda sembrava seguire i sentimenti del cielo. Il rumore delle stoviglie della cucina ed i passi della gente che andava e veniva era l'unica cosa che si sentiva, poca gente era intenzionata a parlare; i nostri amici fecero lo stesso.
L'elfo aveva lo stesso umore della sera prima, i suoi compagni ne erano consapevoli e preferirono rimanere in silenzio. Tutti erano impegnati quella mattina, tutti tranne Crystall. Il nano e l'elfo avevano l'appuntamento con il mago mentre l'adepta aveva l'impegno con il sacerdote, ma la ragazza dai capelli corti non aveva nulla da fare e la cosa la deprimeva molto. Merewyn cercò di tirarla su con qualche battuta, ma fu inutile. Finita la colazione il nano e l'elfo salutarono le ragazze ed uscirono dalla locanda, Merewyn si alzo, arrivò alla porta poi si girò verso di lei, non poteva vederla in quelle condizioni. Ci pensò un attimo e poi tornò indietro
"Crystall, dobbiamo andare!"
"Io non ho professioni, non ho nulla da fare oggi" disse guardando il tavolo.
"Certo che hai da fare! Devi aiutarci per la pozione, bisogna provare se funziona!" Crystall la guardò, Merewyn gli sorrise e gli strizzò l'occhio "Andiamo!"
Le guardie al cancello non erano più le stesse della notte, ma c'era ancora il tenente seduto sopra un piccolo barilotto di legno, dalla sua postazione osservava le persone che entravano come in cerca di qualcuno finché non vide l'elfo ed il nano.
Heilanon se ne accorse, si guardarono negli occhi, l'ufficiale si alzò e si diresse verso di loro.
Era un uomo molto robusto e ben armato, aveva un armatura di piastre con lo stemma della città nel giustacuore, il suo sguardo incuteva rispetto e severità.
Il nano diventò nervoso "Questo tizio cerca guai" aveva già la mano sull'ascia. L'ufficiale si mise di fronte a loro fermandoli, ad un passo da loro fissò il nano e la sua mano ma non disse nulla. Il nano capì la situazione, lentamente lasciò l'arma. Lo sguardo del tenente ritornò sul Heilanon, lo squadrò attentamente prima di parlare
"Se incontri quel ladruncolo digli che, se lo trovo in giro, lo metto ai ferri!". esclamò con determinazione. Li guardò nel volto per alcuni secondi e poi tornò al suo posto, i due compagni lo seguirono con lo sguardo, per un attimo credettero che stesse sorridendo, ma era solo una supposizione.
"Sergente, prenda una guardia e seguiteli da lontano, voglio sapere cosa combinano quei due" disse sottovoce al graduato accanto a lui.
"Signorsì!" rispose.
Heilanon e Grunt ripresero il cammino per la strada principale, arrivarono davanti al negozio del mago, l'elfo tirò il respiro profondo e poi entrò seguito dal Grunt. Il mago era al banco intento a scrivere qualcosa su una pergamena.
"Siamo qui come promess..." non finì la frase che il mago, con sguardo duro, fece segno di stare in silenzio mettendosi il dito davanti alla bocca. Tornò a scrivere concentrato sulla pergamena. Il nano guardò in aria alzando le braccia come se si fosse già pentito di essere ritornato in quel posto, avrebbe preferito essere nella locanda in compagnia di una birra. L'elfo nell'attesa ritornò davanti alla bacheca dove era custodita la spada rossa, sapeva che quella spada era un frammento della sua vita, ne era sicuro.
"E' inutile che la guardi, non te la puoi permettere!" disse il mago richiudendo delicatamente la pergamena appena conclusa.
"Immagino che siete qui per il lavoro"
"Si. Cosa ci può offrire?" chiese Grunt.
Murlog li scrutò ancora prima di rispondere
"Ho effettivamente qualcosa, ma è molto pericoloso e non ve la posso dare, non ce la fareste mai"
"Non siamo solo noi due" disse prontamente l'elfo
"Con noi c'è una adepta del tempio, e... un'altra compagna molto brava" disse Heilanon. Il mago si prese un po' di tempo per pensare, gli attimi sembravano un eternità per i due ragazzi.
Alla fine Murlog appoggiò i gomiti sul tavolo tenendosi la testa. "Ci sarebbe da trovare un frutto particolare... ma per arrivarci ci sono pericoli molto grandi"
disse fissando il bancone. "Dovrete entrare tra i resti di una fortezza caduta nelle profondità del terreno ed è infestato da numerose creature. Richiede ottime capacità di combattimento e di intelligenza, altrimenti non passereste neanche l'entrata "... e di un buon equipaggiamento" aggiunse osservando poi il loro vestiario.
"Che cosa ci darete in cambio?" chiese il nano curioso
"Beh.. vi posso offrire..."
"La spada rossa!" interruppe l'elfo indicando la vetrina. Il mago si fece una grassa risata, il nano rimase basito
"Tu sei pazzo!" esclamò il mago continuando a ridere
"Tu non hai idea di quanto costi quella spada! Quella spada è una lama..." "Non importa cosa faccia! Io DEVO averla!" disse Heilanon duramente interrompendo il mago. Il mago smise di ridere vedendo la determinazione dell'elfo.
"Perché vuoi quella spada?" chiese interessato il mago guardando negli occhi Heilanon
"Perché... perché deve essere mia! Lo sento... non mi chieda perché, ma devo avere quella spada!" Il mago continuò a fissare l'elfo negli occhi, l'elfo non abbassò lo sguardo. Il nano ascoltava guardando prima uno e poi l'altro.
Il silenzio comincio ad essere opprimente, una goccia di sudore corse lungo la fronte dell'elfo.
"Ok! Va bene, la spada sarà tua se mi porterai il frutto!" disse infine Murlog
L'elfo aveva lo stesso umore della sera prima, i suoi compagni ne erano consapevoli e preferirono rimanere in silenzio. Tutti erano impegnati quella mattina, tutti tranne Crystall. Il nano e l'elfo avevano l'appuntamento con il mago mentre l'adepta aveva l'impegno con il sacerdote, ma la ragazza dai capelli corti non aveva nulla da fare e la cosa la deprimeva molto. Merewyn cercò di tirarla su con qualche battuta, ma fu inutile. Finita la colazione il nano e l'elfo salutarono le ragazze ed uscirono dalla locanda, Merewyn si alzo, arrivò alla porta poi si girò verso di lei, non poteva vederla in quelle condizioni. Ci pensò un attimo e poi tornò indietro
"Crystall, dobbiamo andare!"
"Io non ho professioni, non ho nulla da fare oggi" disse guardando il tavolo.
"Certo che hai da fare! Devi aiutarci per la pozione, bisogna provare se funziona!" Crystall la guardò, Merewyn gli sorrise e gli strizzò l'occhio "Andiamo!"
Le guardie al cancello non erano più le stesse della notte, ma c'era ancora il tenente seduto sopra un piccolo barilotto di legno, dalla sua postazione osservava le persone che entravano come in cerca di qualcuno finché non vide l'elfo ed il nano.
Heilanon se ne accorse, si guardarono negli occhi, l'ufficiale si alzò e si diresse verso di loro.
Era un uomo molto robusto e ben armato, aveva un armatura di piastre con lo stemma della città nel giustacuore, il suo sguardo incuteva rispetto e severità.
Il nano diventò nervoso "Questo tizio cerca guai" aveva già la mano sull'ascia. L'ufficiale si mise di fronte a loro fermandoli, ad un passo da loro fissò il nano e la sua mano ma non disse nulla. Il nano capì la situazione, lentamente lasciò l'arma. Lo sguardo del tenente ritornò sul Heilanon, lo squadrò attentamente prima di parlare
"Se incontri quel ladruncolo digli che, se lo trovo in giro, lo metto ai ferri!". esclamò con determinazione. Li guardò nel volto per alcuni secondi e poi tornò al suo posto, i due compagni lo seguirono con lo sguardo, per un attimo credettero che stesse sorridendo, ma era solo una supposizione.
"Sergente, prenda una guardia e seguiteli da lontano, voglio sapere cosa combinano quei due" disse sottovoce al graduato accanto a lui.
"Signorsì!" rispose.
Heilanon e Grunt ripresero il cammino per la strada principale, arrivarono davanti al negozio del mago, l'elfo tirò il respiro profondo e poi entrò seguito dal Grunt. Il mago era al banco intento a scrivere qualcosa su una pergamena.
"Siamo qui come promess..." non finì la frase che il mago, con sguardo duro, fece segno di stare in silenzio mettendosi il dito davanti alla bocca. Tornò a scrivere concentrato sulla pergamena. Il nano guardò in aria alzando le braccia come se si fosse già pentito di essere ritornato in quel posto, avrebbe preferito essere nella locanda in compagnia di una birra. L'elfo nell'attesa ritornò davanti alla bacheca dove era custodita la spada rossa, sapeva che quella spada era un frammento della sua vita, ne era sicuro.
"E' inutile che la guardi, non te la puoi permettere!" disse il mago richiudendo delicatamente la pergamena appena conclusa.
"Immagino che siete qui per il lavoro"
"Si. Cosa ci può offrire?" chiese Grunt.
Murlog li scrutò ancora prima di rispondere
"Ho effettivamente qualcosa, ma è molto pericoloso e non ve la posso dare, non ce la fareste mai"
"Non siamo solo noi due" disse prontamente l'elfo
"Con noi c'è una adepta del tempio, e... un'altra compagna molto brava" disse Heilanon. Il mago si prese un po' di tempo per pensare, gli attimi sembravano un eternità per i due ragazzi.
Alla fine Murlog appoggiò i gomiti sul tavolo tenendosi la testa. "Ci sarebbe da trovare un frutto particolare... ma per arrivarci ci sono pericoli molto grandi"
disse fissando il bancone. "Dovrete entrare tra i resti di una fortezza caduta nelle profondità del terreno ed è infestato da numerose creature. Richiede ottime capacità di combattimento e di intelligenza, altrimenti non passereste neanche l'entrata "... e di un buon equipaggiamento" aggiunse osservando poi il loro vestiario.
"Che cosa ci darete in cambio?" chiese il nano curioso
"Beh.. vi posso offrire..."
"La spada rossa!" interruppe l'elfo indicando la vetrina. Il mago si fece una grassa risata, il nano rimase basito
"Tu sei pazzo!" esclamò il mago continuando a ridere
"Tu non hai idea di quanto costi quella spada! Quella spada è una lama..." "Non importa cosa faccia! Io DEVO averla!" disse Heilanon duramente interrompendo il mago. Il mago smise di ridere vedendo la determinazione dell'elfo.
"Perché vuoi quella spada?" chiese interessato il mago guardando negli occhi Heilanon
"Perché... perché deve essere mia! Lo sento... non mi chieda perché, ma devo avere quella spada!" Il mago continuò a fissare l'elfo negli occhi, l'elfo non abbassò lo sguardo. Il nano ascoltava guardando prima uno e poi l'altro.
Il silenzio comincio ad essere opprimente, una goccia di sudore corse lungo la fronte dell'elfo.
"Ok! Va bene, la spada sarà tua se mi porterai il frutto!" disse infine Murlog
1 commento:
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- Correzione punteggiatura
- Inserito nuove parti del racconto
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