Versione 1.0.4
La compagnia seguì a piedi le tracce quasi invisibili che Crystall vedeva con facilità, il loro timore era che il sangue trovato fosse del figlio della contadina.
Dopo circa un ora arrivarono ad un casolare abbandonato. Si trattava di un vecchio edificio semidistrutto da un incendio molto tempo prima, le pareti esterne erano in parte crollate e grandi buchi erano visibili nel lato nord. Il tetto collassato dalla forza del fuoco ed i vetri delle finestre esplosi dal calore, erano sparsi sul terreno, residui degli infissi erano quasi totalmente ridotti in cenere.
Nell'aria aleggiava un odore forte di decomposizione proveniente da una carcassa di mucca vicino alla parete ovest.
Ormai il tramonto era vicino. I nostri ragazzi non curanti della desolazione e dall'atmosfera di morte, continuarono l'avvicinamento cauto.
Crystall preferì rinfoderare la spada e prendere l'arco, erano visibili ampi spazi aperti e un arma da distanza era ottimale in quel posto.
Heilanon andò in avanscoperta alla parete ovest e curiosò con precauzione da una delle finestre distrutte.
All'interno notò parti del tetto crollato, detriti e rimasugli di ossa erano sparsi per la stanza; non percepiva nessun rumore o movimento così fece cenno agli altri di avvicinarsi. Lentamente raggiunsero dove una volta esisteva il portone principale, Il grande spiazzo davanti alla casa presupponeva un ampio giardino ben curato prima dell'abbandono, una grande siepe delineava i limiti della proprietà. Sul lato sinistro della porta, si intravedeva i resti di un orto ormai lasciato a se stesso da molto tempo.
Il paladino ed il nano, appostati ai lati del portone incenerito, sbirciarono all'interno: videro due stanze ai lati dell'entrata. In quella di destra, alcune macerie si mescolavano a strane chiazze nere sparse su quello che restava della pavimentazione. Gran parte delle pareti erano state annerite dall'impeto dell'incendio.
Nella stanza di sinistra ferri arrugginiti e travi di legno marce erano ovunque. Le pareti nere dalla cenere creavano strani disegni astratti rendendo l'ambiente cupo. Parte del muro sulla sinistra era franato lasciando intravedere la zona alberata all'esterno della casa. Nel muro di destra, i resti di una porta in parte nascosta dai detriti, dava accesso ad un'altra parte dell'edificio
Aurion ed Heilanon decisero sottovoce di avanzare verso sinistra seguiti da Akar e Merewyn, mentre Crystall e Grunt di offrirono di rimanere all'entrata della fattoria per coprire un eventuale attacco a sorpresa. Tutti fecero un cenno di assenso e si incamminarono in silenzio all'interno. Dopo una breve perlustrazione i quattro proseguirono verso la sala contigua.
Qui il pavimento era stranamente privo di ostacoli; le finestre distrutte non avevano frammenti di vetro per terra. I resti dell'arredamento bruciati ed alcuni attrezzi arrugginiti erano accatastati in un angolo. Il gruppetto era ormai certo che qualcuno risiedeva in quel posto.
Crystall e Grunt, all'esterno dell'entrata principale, erano incerti sul da farsi.
"Grunt, dovremmo controllare il perimetro di questo giardino, rimanere qui a vista non è sicuro" sussurrò Crystall
"Io non mi muoverò di qui! Se vuoi farti ammazzare, vai pure" rispose Grunt. Crystall lo guardò perplesso; l'atteggiamento del nano la sorprese, non si aspettava che un guerriero come lui si dichiarava avesse paura di esporsi.
"Fai come vuoi, io vado" replicò.
"Se ti attaccano non chiamarmi, tanto non vengo!" concluse il nano indispettito. Il rimanere solo in quella posizione di attesa non lo gradiva, ma la prospettiva di farsi uccidere in un imboscata lo gradiva meno.
"Bene a sapersi" Crystall gli fece una smorfia e se ne andò sgattaiolando tra le siepi di fronte alla casa.
La ragazza si stava facendo un idea sull'affidabilità del nano e cominciava ad avere seri dubbi sulla possibilità di offrirgli la schiena in caso di necessità.
Con il suo passo silenzioso grazie alla sua armatura si sentiva sicura. I colore del suo corpetto si mimetizzava bene tra quelle piante. l'esploratrice teneva ben saldo l'arco; non si ricordava di averlo mai utilizzato ma dentro di se lo sentiva come uno strumento molto familiare, forse era una sensazione data dall'adrenalina pensò.
I suoi sensi erano tutti in allerta, le sue paure erano sotto controllo grazie anche alla prova nel tempio; aveva trovato il modo di rimanere lucida e calma anche in una situazione critica, o almeno così credeva.
Grunt andava avanti e indietro sulla porta, aspettare lo rendeva nervoso e soprattutto era estremamente rischioso rimanere così in bella vista. Decise di perlustrare la stanza di destra, dentro di se sperava di trovare qualcosa di valore per tenerselo senza che gli altri lo venissero a sapere.
Si inoltrò nella stanza, quelle macchie scure lo incuriosivano, si avvicinò ad una di essse quando un click sotto il suo piede sinistro attivò un congegno. Un dardo lo colpì sulla spalla sinistra prendendolo in pieno; un urlo istintivo usci dalla sua bocca. Il dolore era forte, si maledì della sciocchezza che aveva fatto: doveva aspettarsi un qualche tipo di trappola.
La compagnia seguì a piedi le tracce quasi invisibili che Crystall vedeva con facilità, il loro timore era che il sangue trovato fosse del figlio della contadina.
Dopo circa un ora arrivarono ad un casolare abbandonato. Si trattava di un vecchio edificio semidistrutto da un incendio molto tempo prima, le pareti esterne erano in parte crollate e grandi buchi erano visibili nel lato nord. Il tetto collassato dalla forza del fuoco ed i vetri delle finestre esplosi dal calore, erano sparsi sul terreno, residui degli infissi erano quasi totalmente ridotti in cenere.
Nell'aria aleggiava un odore forte di decomposizione proveniente da una carcassa di mucca vicino alla parete ovest.
Ormai il tramonto era vicino. I nostri ragazzi non curanti della desolazione e dall'atmosfera di morte, continuarono l'avvicinamento cauto.
Crystall preferì rinfoderare la spada e prendere l'arco, erano visibili ampi spazi aperti e un arma da distanza era ottimale in quel posto.
Heilanon andò in avanscoperta alla parete ovest e curiosò con precauzione da una delle finestre distrutte.
All'interno notò parti del tetto crollato, detriti e rimasugli di ossa erano sparsi per la stanza; non percepiva nessun rumore o movimento così fece cenno agli altri di avvicinarsi. Lentamente raggiunsero dove una volta esisteva il portone principale, Il grande spiazzo davanti alla casa presupponeva un ampio giardino ben curato prima dell'abbandono, una grande siepe delineava i limiti della proprietà. Sul lato sinistro della porta, si intravedeva i resti di un orto ormai lasciato a se stesso da molto tempo.
Il paladino ed il nano, appostati ai lati del portone incenerito, sbirciarono all'interno: videro due stanze ai lati dell'entrata. In quella di destra, alcune macerie si mescolavano a strane chiazze nere sparse su quello che restava della pavimentazione. Gran parte delle pareti erano state annerite dall'impeto dell'incendio.
Nella stanza di sinistra ferri arrugginiti e travi di legno marce erano ovunque. Le pareti nere dalla cenere creavano strani disegni astratti rendendo l'ambiente cupo. Parte del muro sulla sinistra era franato lasciando intravedere la zona alberata all'esterno della casa. Nel muro di destra, i resti di una porta in parte nascosta dai detriti, dava accesso ad un'altra parte dell'edificio
Aurion ed Heilanon decisero sottovoce di avanzare verso sinistra seguiti da Akar e Merewyn, mentre Crystall e Grunt di offrirono di rimanere all'entrata della fattoria per coprire un eventuale attacco a sorpresa. Tutti fecero un cenno di assenso e si incamminarono in silenzio all'interno. Dopo una breve perlustrazione i quattro proseguirono verso la sala contigua.
Qui il pavimento era stranamente privo di ostacoli; le finestre distrutte non avevano frammenti di vetro per terra. I resti dell'arredamento bruciati ed alcuni attrezzi arrugginiti erano accatastati in un angolo. Il gruppetto era ormai certo che qualcuno risiedeva in quel posto.
Crystall e Grunt, all'esterno dell'entrata principale, erano incerti sul da farsi.
"Grunt, dovremmo controllare il perimetro di questo giardino, rimanere qui a vista non è sicuro" sussurrò Crystall
"Io non mi muoverò di qui! Se vuoi farti ammazzare, vai pure" rispose Grunt. Crystall lo guardò perplesso; l'atteggiamento del nano la sorprese, non si aspettava che un guerriero come lui si dichiarava avesse paura di esporsi.
"Fai come vuoi, io vado" replicò.
"Se ti attaccano non chiamarmi, tanto non vengo!" concluse il nano indispettito. Il rimanere solo in quella posizione di attesa non lo gradiva, ma la prospettiva di farsi uccidere in un imboscata lo gradiva meno.
"Bene a sapersi" Crystall gli fece una smorfia e se ne andò sgattaiolando tra le siepi di fronte alla casa.
La ragazza si stava facendo un idea sull'affidabilità del nano e cominciava ad avere seri dubbi sulla possibilità di offrirgli la schiena in caso di necessità.
Con il suo passo silenzioso grazie alla sua armatura si sentiva sicura. I colore del suo corpetto si mimetizzava bene tra quelle piante. l'esploratrice teneva ben saldo l'arco; non si ricordava di averlo mai utilizzato ma dentro di se lo sentiva come uno strumento molto familiare, forse era una sensazione data dall'adrenalina pensò.
I suoi sensi erano tutti in allerta, le sue paure erano sotto controllo grazie anche alla prova nel tempio; aveva trovato il modo di rimanere lucida e calma anche in una situazione critica, o almeno così credeva.
Grunt andava avanti e indietro sulla porta, aspettare lo rendeva nervoso e soprattutto era estremamente rischioso rimanere così in bella vista. Decise di perlustrare la stanza di destra, dentro di se sperava di trovare qualcosa di valore per tenerselo senza che gli altri lo venissero a sapere.
Si inoltrò nella stanza, quelle macchie scure lo incuriosivano, si avvicinò ad una di essse quando un click sotto il suo piede sinistro attivò un congegno. Un dardo lo colpì sulla spalla sinistra prendendolo in pieno; un urlo istintivo usci dalla sua bocca. Il dolore era forte, si maledì della sciocchezza che aveva fatto: doveva aspettarsi un qualche tipo di trappola.
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