Versione 1.0.4
Heilanon e Merewyn parlottavano sottovoce per come erano messi gli oggetti, verificavano tutti i vari possibili nascondigli: oggetti pericolanti, qualcosa di interessante, o magari nemici.
Akar era dietro tutti, la sua preoccupazione traspariva dal suo sguardo duro, cercava di ricordare gli incantesimi che gli aveva insegnato il suo mentore, ma la sua memoria non era molto sveglia, effettivamente era molto tempo che non li utilizzava; aveva avuto espressamente divieto di farne uso in negozio dopo il disastro in laboratorio dell'anno prima.
Sapeva che presto avrebbe avuto bisogno dellle sue doti magiche, così si concentrò nella formulazione degli incantesimi base in un combattimento che lui conosceva.
Aurion era agitato, pensava al suo comandante e alla sua insulsa idea di mandarlo in missione a proteggere una inutile femmina, per giunta inesperta. Lui aveva sempre sognato epici combattimenti in spazi aperti comandando i suoi valorosi alleati da un bianco cavallo ed una armatura splendente. Non gli era mai passato per la mente la possibilità di doversi trovare il quella sporca casa a cercare dei futili goblin. Mesi di esercitazioni per una sciocca missione pensò.
Quel lento perlustrare e quel cauto atteggiarsi, lo innervosiva, erano solo goblin! Semplice carne da macellare! Anche se lui non ne aveva ancora ucciso uno, conosceva la loro debolezza dai racconti dei guerrieri che talvolta passavano dalla città; lui non si sentiva da meno anche se non aveva mai combattuto.
Non vedeva l'ora di andarsene da quel posto, tra l'altro non era neanche la sua missione, questa deviazione era tutto tempo sprecato!
Voleva tornare il prima possibile nel suo tempio e nel suo comodo letto.
Il gruppetto entrò lentamente in un altra stanza sulla destra, era meno danneggiata, oltre a pietre e travi di legno accatastate sul muro di fronte a loro, c'era ancora in piedi un piccolo soppalco pieno di piccole casse sovrapposte. Il mezzorco era appoggiato con la spalla sullo stipite della porta e con la mano sul mento mugugnando qualche frase magica alla ricerca della giusta sequenza e tonalità. L'elfo e l'adepta si erano avvicinati ai resti della finestra sul muro a sinistra quando il paladino indispettito disse "Mi sembrate tartarughe! Siamo qui per i goblin non per visitare un tempio! Prima di aver finito sarà di nuovo giorno!"
Aurion ormai esasperato andò verso la catasta di travi sotto il soppalco, una debole luce tra le macerie attirò la sua attenzione.
"Qui c'è qualcosa!" In quel momento un rumore sordo e l'urlo del nano distrassero i 4 ragazzi abbastanza da essere presi di sorpresa da due goblin appollaiati dietro le casse del soppalco.
I bassi umanoidi spinsero giù la casse prendendo in pieno il paladino che stramazzò al suolo, e con un balzo saltarono giù. Heilanon e Merewyn li affrontarono con le proprie armi, il loro primo combattimento era iniziato per quello che si ricordavano.
Il goblin sull'elfo affondò la sua piccola spada arrugginita verso il corpo del giovane combattente, Heilanon d'istinto la evitò spostandosi agilmente dalla sua traiettoria, in risposta Heilanon tentò un fendente sulla testa mancandolo.
Merewyn vedendo l'arrivo del suo avversario si spaventò e mise tra lei e quell'essere lo scudo. L'umanoide, non trovando aperture per colpire efficacemente lo tempestò i colpi nel tentativo di stancare quella gracile femmina umana. La forza di quel piccolo umanoide non era da sottovalutare, il braccio sinistro cominciava a fargli male, il peso di quel metallo e dei violenti colpi riduceva velocemente la robustezza della sua difesa. Merewyn ancora agitata per il suo primo combattimento per la vita o la morte, provò a rispondere all'attacco sventolando la sua mazza verso l'avversario, ma l'effetto non risultò per nulla efficace.
Mentre il combattimento era nel vivo, Akar dalle retrovie pronunciò a gran voce un incantesimo, attese il risultato ma non uscì nessun effetto. Perplesso ci riprovò, e riprovo ancora, sbagliava qualcosa ma non ricordava dove. Ad ogni tentativo gli cresceva la rabbia e la tonalità.
Dall'altra parte dell'edificio, Il nano ferito sentì il clangore del combattimento, si rialzò a fatica per le fitte di dolore e si appoggio al muro con la schiena. Guardò il dardo conficcato nella spalla, fortunatamente l'armatura aveva parato gran parte del colpo.
Con un secco strattone se la sfilò, un dolore lancinante gli pervase per tutta la spalla, un fiotto di sangue segui l'uscita del dardo.
Il schizzo rosso cadde a terra, e mescolandosi con la polvere divenne nero, come le tracce che aveva visto; qualcun'altro era cascato nella sua stessa sciocca trappola, il nano sorrise per l'ironia.
Il torpore sul braccio rendeva difficile tenere salda la la sua nuova ascia. Prese dalla sua cintura un piccolo pezzo di stoffa e se lo premette sulla ferita cercando di fermare l'emorragia.
Grunt raggiunse barcollando dal dolore la porta principale, ma quando fu sullo stipite della porta una forte spinta nella schiena lo fece cadere perdendo l'ascia che teneva nel braccio ferito.
Heilanon e Merewyn parlottavano sottovoce per come erano messi gli oggetti, verificavano tutti i vari possibili nascondigli: oggetti pericolanti, qualcosa di interessante, o magari nemici.
Akar era dietro tutti, la sua preoccupazione traspariva dal suo sguardo duro, cercava di ricordare gli incantesimi che gli aveva insegnato il suo mentore, ma la sua memoria non era molto sveglia, effettivamente era molto tempo che non li utilizzava; aveva avuto espressamente divieto di farne uso in negozio dopo il disastro in laboratorio dell'anno prima.
Sapeva che presto avrebbe avuto bisogno dellle sue doti magiche, così si concentrò nella formulazione degli incantesimi base in un combattimento che lui conosceva.
Aurion era agitato, pensava al suo comandante e alla sua insulsa idea di mandarlo in missione a proteggere una inutile femmina, per giunta inesperta. Lui aveva sempre sognato epici combattimenti in spazi aperti comandando i suoi valorosi alleati da un bianco cavallo ed una armatura splendente. Non gli era mai passato per la mente la possibilità di doversi trovare il quella sporca casa a cercare dei futili goblin. Mesi di esercitazioni per una sciocca missione pensò.
Quel lento perlustrare e quel cauto atteggiarsi, lo innervosiva, erano solo goblin! Semplice carne da macellare! Anche se lui non ne aveva ancora ucciso uno, conosceva la loro debolezza dai racconti dei guerrieri che talvolta passavano dalla città; lui non si sentiva da meno anche se non aveva mai combattuto.
Non vedeva l'ora di andarsene da quel posto, tra l'altro non era neanche la sua missione, questa deviazione era tutto tempo sprecato!
Voleva tornare il prima possibile nel suo tempio e nel suo comodo letto.
Il gruppetto entrò lentamente in un altra stanza sulla destra, era meno danneggiata, oltre a pietre e travi di legno accatastate sul muro di fronte a loro, c'era ancora in piedi un piccolo soppalco pieno di piccole casse sovrapposte. Il mezzorco era appoggiato con la spalla sullo stipite della porta e con la mano sul mento mugugnando qualche frase magica alla ricerca della giusta sequenza e tonalità. L'elfo e l'adepta si erano avvicinati ai resti della finestra sul muro a sinistra quando il paladino indispettito disse "Mi sembrate tartarughe! Siamo qui per i goblin non per visitare un tempio! Prima di aver finito sarà di nuovo giorno!"
Aurion ormai esasperato andò verso la catasta di travi sotto il soppalco, una debole luce tra le macerie attirò la sua attenzione.
"Qui c'è qualcosa!" In quel momento un rumore sordo e l'urlo del nano distrassero i 4 ragazzi abbastanza da essere presi di sorpresa da due goblin appollaiati dietro le casse del soppalco.
I bassi umanoidi spinsero giù la casse prendendo in pieno il paladino che stramazzò al suolo, e con un balzo saltarono giù. Heilanon e Merewyn li affrontarono con le proprie armi, il loro primo combattimento era iniziato per quello che si ricordavano.
Il goblin sull'elfo affondò la sua piccola spada arrugginita verso il corpo del giovane combattente, Heilanon d'istinto la evitò spostandosi agilmente dalla sua traiettoria, in risposta Heilanon tentò un fendente sulla testa mancandolo.
Merewyn vedendo l'arrivo del suo avversario si spaventò e mise tra lei e quell'essere lo scudo. L'umanoide, non trovando aperture per colpire efficacemente lo tempestò i colpi nel tentativo di stancare quella gracile femmina umana. La forza di quel piccolo umanoide non era da sottovalutare, il braccio sinistro cominciava a fargli male, il peso di quel metallo e dei violenti colpi riduceva velocemente la robustezza della sua difesa. Merewyn ancora agitata per il suo primo combattimento per la vita o la morte, provò a rispondere all'attacco sventolando la sua mazza verso l'avversario, ma l'effetto non risultò per nulla efficace.
Mentre il combattimento era nel vivo, Akar dalle retrovie pronunciò a gran voce un incantesimo, attese il risultato ma non uscì nessun effetto. Perplesso ci riprovò, e riprovo ancora, sbagliava qualcosa ma non ricordava dove. Ad ogni tentativo gli cresceva la rabbia e la tonalità.
Dall'altra parte dell'edificio, Il nano ferito sentì il clangore del combattimento, si rialzò a fatica per le fitte di dolore e si appoggio al muro con la schiena. Guardò il dardo conficcato nella spalla, fortunatamente l'armatura aveva parato gran parte del colpo.
Con un secco strattone se la sfilò, un dolore lancinante gli pervase per tutta la spalla, un fiotto di sangue segui l'uscita del dardo.
Il schizzo rosso cadde a terra, e mescolandosi con la polvere divenne nero, come le tracce che aveva visto; qualcun'altro era cascato nella sua stessa sciocca trappola, il nano sorrise per l'ironia.
Il torpore sul braccio rendeva difficile tenere salda la la sua nuova ascia. Prese dalla sua cintura un piccolo pezzo di stoffa e se lo premette sulla ferita cercando di fermare l'emorragia.
Grunt raggiunse barcollando dal dolore la porta principale, ma quando fu sullo stipite della porta una forte spinta nella schiena lo fece cadere perdendo l'ascia che teneva nel braccio ferito.
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