sabato 23 agosto 2008

24 - I nuovi compagni

Versione 1.0.4

Il gruppo riprese a camminare, l'elfo appoggiò la sua mano sulla spalla di Merewyn ancora immersa nei sui pensieri, la ragazza non riusciva a comprendere come avesse appreso la conoscenza di quella magia, eppure non sapeva né come funzionava, né come richiamarla. Il nano trovò saggio non approfondire.

Arrivarono alla locanda, il sole batteva forte, e la ridotta presenza delle ombre indicava che mezzogiorno era vicino. Si avvicinarono al banco per riferire che sarebbero rimasti per un'altra notte. L'oste si girò a guardarli, erano tutta un altra cosa in confronto a due giorni prima, sorrise
"I pasti ed una camera privata per voi sono stati già pagati. E' l'ultima stanza a destra dopo il corridoio salito le scale. Intanto sedetevi, il pranzo sarà pronto a breve" suggerì l'oste ritornando ai suoi bicchieri. I ragazzi si guardarono con aria interrogativa, alzarono le spalle ed accettarono con un sorriso il dono.

Si accorsero di aver fame, cosi sedettero ad un tavolo libero in attesa del pasto.
"Ora si che mi sento a posto! Avete visto come ci guardano ora?" disse il nano orgoglioso e spavaldo
"Frena l'entusiasmo! Questa roba dobbiamo ancora meritarcela!" replico l'elfo
"Non avete notato nulla di strano?" informò ad un tratto Crystall dubbiosa; tutti guadarono la ragazza dai capelli corti
"Non vi sembra che siano stati troppo gentili?" disse sottovoce
"Il mago che ci presta questa attrezzatura, il bardo di Heilanon, il Gran Sacerdote... ed ora anche l'oste! Chi ha pagato il conto della locanda? Non vi viene questo sospetto?" concluse Crystall guardandoli negli occhi. I ragazzi rimasero in silenzio a pensare sulle ultime giornate.
"Come sei sospettosa ragazza!" esclamò il nano
"Gustati questa manna venuta dal cielo! Domani si va a caccia!!" disse soddisfatto Grunt.

L'oste portò il pasto, arrivò caldo e fumante insieme ad un grande boccale di birra fresca. Crystall si guardava attorno esaminando attentamente ogni ospite della locanda, la parola 'ladra' ancora rimbombava nella sua testa. Si immaginava afferrata dalle mani delle guardie e portata in malo modo in cella, la cosa la terrorizzava. Non riusciva a concepire che potesse rubare nelle case degli altri, tanto meno sottrarre soldi ai viandanti.
Soprattutto non le andava giù che il mago, in fondo, avesse ragione: era brava a scassinare serrature. La paura che in passato avesse praticato quell'arte la rendeva attenta. tutto cominciava ad essere sospetto.

Il suo sguardo si fermò infine nell'angolo opposto del salone, in una zona parzialmente illuminata
"Ragazzi, qualcuno ci osserva" disse sommessamente Crystall indicando con gli occhi la posizione. Il nano e l'elfo si girarono senza dare nell'occhio, in fondo alla locanda due soldati li fissavano, uno di loro era graduato.

"Non essere paranoica Crystall, Ora siamo l'attrazione del giorno" disse il nano scherzandoci sopra. Anche l'elfo osservò la locanda, ogni tanto qualcuno si girava verso di loro a guardarli, ma era difficile verificare se era per curiosità o altro
"Forse ha ragione Grunt questa volta" concluse l'elfo. Crystall non ne era convinta, rimase in silenzio per tutto il pasto nervosa, tenendo d'occhio ogni tanto l'angolo in penombra.

Un ora dopo il pasto, un enorme figura entrò dalla porta oscurando quasi completamente la luce proveniente dall'esterno. Si trattava del mezzorco con la sua tunica nera, portava uno zaino e un bastone da viaggio, sotto la veste aveva una larga cintura con appesi una serie di piccole borse e sacchetti, dovevano essere gli ingredienti di qualche magia strana pensarono i compagni.
Il suo viso verdognolo scrutava il locale in cerca dei suoi nuovi amici, una smorfia che sembrò un sorriso indicò che li aveva trovati. La locanda si azzittì al suo passaggio, raramente si vedevano mezzorchi in quel locale, non ne avevano visto uno da anni.

Arrivato al tavolo si guardò in giro in cerca di qualcosa per sedersi, vide una grossa panca dove due viandanti conversavano fra loro, ci fu uno scambio di sguardi tra enorme umanoide e le due vittime che fecero un sorriso stentato, si alzarono subito e se ne andarono in tutta fretta.
"...Sedia libera!..." prese la panca e la unì al tavolo del gruppo
"Pronto per partire!" grugnì il mezzorco. Il gruppo che aveva assistito a tutta la scena trattenerono a stento il sorriso
"Benvenuto fra noi! Qual'è il tuo nome amico?" chiese l'elfo
"Akarkaratguraubarakat, ma amici chiamare me Akar" rispose il loro nuovo compagno

"Voi avere mangiato?" chiese l'apprendista del mago vedendo i piatti sul tavolo. Il volto del mezzorco si rattristì
"Se hai fame possiamo ordinare anche per te!" disse Merewyn L'elfo alzò la mano richiamando l'attenzione dell'oste che capì al volo restituendogli un gesto di conferma. Il locandiere portò un piatto di spezzatino ad Akar, che guardo sia lui che il piatto deluso ma per educazione non disse niente
"OK! OK! Ho capito! Te ne porto altre due porzioni!" disse rassegnato l'oste.
Akar sorrise, o almeno così sembrava.

Tutti guardarono divertiti il mezzorco spolverare i piatti ad una velocità incredibile
"Tutto qui quello che porterai con noi?" domandò il nano guardando i suoi abiti.
"Io avere tutto quello che a me serve" rispose Akar senza togliere lo sguardo dal cibo. Il nano rimase perplesso, un combattente senza armi né armature, non riusciva a comprenderlo.

In quel momento un giovane uomo in armatura di piastre e scudo entrò dalla porta. Era il paladino, l'ultimo elemento mancante della squadra.

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